CSI E 46^ SETTIMANA SOCIALE

Tanti colori e i sorrisi dei bambini. Alcuni genitori che chiacchierano su un Corso Garibaldi, addobbata a tribuna centrale di un grande stadio. Il CSI scende in piazza e lo fa alla grande. Entusiasta il presidente provinciale del Centro Sportivo Italiano, Paolo Cicciù, « il primo plauso va ai tanti volontari che si spendono gratuitamente per far divertire i nostri ragazzi: una formazione ben assortita, infatti, dalle giovani leve ai più navigati papà che donano il loro tempo ai tanti piccoli accorsi oggi qui a Piazza Duomo ». Un mix generazionale, ma non solo.  Una scelta “altra”: quella di restare con le mani in pasta sempre, anche quando la Città è attraversata da correnti di criminalità, mai conosciuta prima, anche quando Reggio Calabria è il centro del mondo cattolico per una settimana, il comitato reggino non si snatura rimane a servizio di una cittadinanza giovane. « La nostra festa di Sport di oggi – afferma Cicciù – è, prima di tutto, una risposta sociale: vogliamo mostrare a tutti il volto buono di una Città nobile che non si arrende all’etichetta di essere “mafiosa”. Promuovere l’attività sportiva è innanzitutto un mezzo di prevenzione, di formazione: molti di noi del CSI è gente che ha deciso di spendersi, nella propria vita, nel mondo dell’educazione, questo non è una conseguenza, ma una causa del nostro “modus operandi” ». Calcio, basket, pallavolo: i piccoli atleti si confrontano in tutti i principali sport di squadra. Né vincitori, né vinti. Ciò che conta è, in decuobertiana memoria, partecipare. Nella mattinata si sono alternate nei campi di gioco alcune classi delle scuole medie cittadine, mentre nel pomeriggio a sfidarsi molti gruppi spontanei di amici e parrocchie dai 14 ai 25 anni.  70 militari presiederanno i punti più sensibili di Reggio Calabria, 1200 delegati di tutte le diocesi d’Italia fanno da spola tra il Teatro Comunale “Francesco Cilea” e la sala conferenze “Altafiumara”: cifre di questi giorni in riva allo Stretto. Un viatico diverso della stessa identità: il Bene Comune.  Stesso obiettivo, ma con valori diversi quelli del CSI di Reggio Calabria: oltre 500 i ragazzi in piazza, spesso accompagnati dalla famiglia o dai loro educatori. Un’immagine sempre più rara da vedere, « ma che ci incoraggia ad andare avanti su questa strada: le agenzie educative devono spingere ad un’interazione delle diverse realtà in cui cresce il bambino: la famiglia, la scuola, l’Oratorio ». « I numeri delle volte – osserva Cicciù - possono essere segnali fuorvianti per chi lavora con bambini e giovani: la nostra opera viene vissuta nelle parrocchie, negli oratori. Vedere le piazze gremite ci muove nuovi interrogativi: perché le nostre odierne “agorà” non tornano ad essere quei luoghi di conoscenza, di integrazione sociale che sono stati per lunghi anni e in cui l’Italia del progresso tecnologico ed industriale si è formata? »

 

(FONTE: STRILL.IT)

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